Comune di Petritoli

Bellezze da ammirare

     
 

Piazza Rocca e la Torre Civica

Nell’elegante contesto di Piazza Rocca domina
maestosa con i suoi oltre quaranta metri di altezza la Torre Civica, dalla quale ?® possibile ammirare un panorama da mozzare il fiato.
La torre venne eretta nel 1831 abbattendo alcuni edifici, probabilmente ci?? che rimaneva dell’antico centro monastico.
Recentemente restaurata,  ?® possibile accederci nei giorni di apertura.
Sempre in Piazza Rocca ?® possibile visitare lo studio del pittore Franco Tizi, uno dei pi?? grandi maestri del colore in Italia.

 
 

Tre Archi

Incastonati tra due bastioni del XV secolo, i Tre Archi furono costruiti nel 1872 abbattendo l’antica porta Petrania. Realizzati in stile neogotico, i Tre Archi hanno una funzione eminentemente decorativa e celebrativa. Recentemente restaurati e dotati di una suggestiva illuminazione.

Porta Petrosa

Porta Petrosa e le mura di difesa

Molte porte di ingresso al castello di Petritoli, tra cui la Porta Petrosa, furono demolite nel Novecento per agevolare il passaggio dei primi autoveicoli. Le uniche sopravvissute sono, oltre ai gi?† citati Tre Archi, l¬íarretrato arco ogivale in largo Tre Archi e la porta quattrocentesca all¬íinizio del Borgo Vecchio.
Oltre a queste porte di ingresso, si sono conservate estese porzioni delle mura di difesa, costruite nel XV secolo e riconsolidate nel tempo. In un itinerario lungo via del Teatro, via dei Muraglioni e lungo la strada detta ¬ìsotto ripa¬î ?® possibile ancora ammirarle in tutto il loro splendore.
Inoltre questa passeggiata ?® impreziosita verso sud da un suggestivo scorcio sulla Valdaso, verso nord da una stupenda e invidiabile vista panoramica, da dove ?® possibile ammirare il fermano e parte del maceratese, movendo lo sguardo dai monti Sibillini al monte Conero verso le acque dell¬íAdriatico. Da non perdere!
 

Teatro dell'Iride


Teatro dell’Iride

Pensato come tempio e palestra dell¬íarte, il Teatro dell¬íIride fu costruito per iniziativa del sindaco Corrado Corradi, il quale promosse nel 1869 la costituzione di una ¬ìSociet?† di condominio¬î per il finanziamento dei lavori.
Questi furono affidati alla perizia dell’architetto Giuseppe Sabbatini, del decoratore Salomone Salomoni e del pittore Nunzi. L’operato di questi artisti port?? alla realizzazione di un teatro che da un lato con la sua pianta a “ U ” ricorda i modelli settecenteschi, dall’altro con le sue eleganti forme e le sue pregiate decorazioni tratte dal repertorio classico si colloca tra i pi?? raffinati esempi di teatri storici delle Marche. Inaugurato nell’ottobre del 1875 con l’esecuzione del Don Pasquale di
Donizetti, il Teatro dell’Iride ospita ancora oggi spettacoli teatrali e musicali di ogni genere.

Palazzo Vitali

Palazzo Vitali

Un angolo di Venezia a Petritoli: fu probabilmente questo il desiderio che qualche componente della nobile ed antica famiglia Vitali nutriva da tempo. Cos?¨ alla fine dell'Ottocento, accanto al pi?? antico palazzo di famiglia (oggi sede di un museo sulla famiglia stessa e dell'esposizione delle opere della pittrice Sharon Kantor - www.sharonkantor.com), fu fatto realizzare un nuovo edificio dalla facciata in stile gotico veneziano del XIV - XV secolo."     Palazzo Vitali ?® dunque un importante e preziosissimo esempio di revival nell¬íarte, che incarna pienamente la cultura e i gusti della societ?† ottocentesca.

San Andrea

S.Andrea (gi?† S.Chiara) e l¬íex convento delle clarisse

Il convento delle clarisse (oggi sede del municipio) e l¬íannessa chiesa di S.Chiara furono realizzati tra Cinquecento e Seicento grazie ad un lascito testamentario di Don Censorio Marziali. I due edifici, che si sviluppano lungo Piazza Mazzini e Largo Leopardi, furono rinnovati ed abbelliti nella seconda met?† del Settecento dall¬íarchitetto Pietro Magi. La chiesa assunse il nome di S.Andrea agli inizi del Novecento con la demolizione della pi?? antica chiesa di S.Andrea. Il convento, nonostante le varie modifiche subite lungo il XX secolo, ancora conserva alcuni locali originali, tra cui la bellissima sala con coro ligneo del XVIII secolo.

Palazzo Fabiani

Il Cinquecentesco Palazzo Pubblico

Situato in Piazza Mazzini, il Cinquecentesco Palazzo Pubblico (oggi residenza della famiglia Fabiani), venne riconsolidato grazie all¬íaiuto economico di papa Paolo III. Con l¬íUnit?† d¬íItalia la sede comunale fu spostata nei raffinati locali dell¬íattuale Biblioteca Comunale. Negli anni ¬í20 del Novecento gli uffici furono trasferiti nell¬íex convento delle clarisse, dove si trovano tuttora.

S.Maria in Piazza

S.Maria in Piazza

Costruita a posto dell’antica S.Marziale grazie ai finanziamenti concessi da papa Paolo III a partire dal 1537, la chiesa di S.Maria in Piazza ha assunto l’odierno aspetto lungo il trascorrere dei secoli.
L¬íultimo e sicuramente prezioso intervento risale al 1958, quando fu commissionata al pittore ascolano Dino Ferrari la realizzazione di due grandiosi dipinti murali,  rappresentanti le ¬ìNozze di Cana¬î e la ¬ìCrocifissione¬î.

S.Anatolia

S.Anatolia

L’antichissima pieve di S.Anatolia, collocata originariamente presso il fiume Aso, a breve distanza dal Santuario della Madonna della Liberata, fu spostata durante il Medioevo nell’attuale locazione.
Agli inizi del Novecento la chiesa fu demolita e ricostruita nelle odierne forme secondo il progetto dell’architetto Romolini di Milano. All’interno, oltre a un pregevole dipinto murale del pittore Dario Galeazzi, sono conservate le reliquie di S.Anatolia e di S.Innocenzo.

Urne Cinerarie

Urne cinerarie

Le due urne cinerarie cilindriche, oggi nella chiesa di S.Anatolia, conservavano le ceneri di due coniugi vissuti in et?† romana nel territorio petritolese: Tito Saturio Celere e la moglie Fadia Paulla. Quest¬íultima, come ci rivela l¬íepigrafe, aveva un figlio, Quinto Latrone, nato da un precedente matrimonio. Le due urne erano chiuse da dei coperchi simili a quello a forma di serpente avvoltolato su se stesso conservato nel giardino di casa Mannocchi.

 Santuario della Madonna della Liberata

Santuario della Madonna della Liberata

A pochi chilometri dal centro storico incontriamo su una dolce collina immersa nel verde il Santuario della Madonna della Liberata, gi?† chiesa di S.Maria in Liberano. Di origine altomedioevale, l¬íattuale chiesa fu ricostruita negli anni ¬í50 del Novecento.
Al suo interno conserva uno splendido dipinto di Giovanni Battista Morale datato 1529, voluto per ringraziare la Vergine della protezione garantita ai petritolesi dalle truppe francesi e dalla peste.

 Cippo Miliare

Cippo miliare

Il cippo miliare trasformato in acquasantiera, conservato nel Santuario della Madonna della Liberata, presenta un¬íiscrizione che elogia l¬íimperatore Magnenzio (350 ¬ñ 353 d.C.).Originariamente si trovava lungo una strada: ci?? dimostra quindi il passaggio di importanti vie di comunicazione attraverso il territorio petritolese fin dall¬íantichit?†.

La vite ultracentenaria

Passeggiando per via Roma non dimentichiamoci di salutare una petritolese molto speciale: ?® una vite che in silenzio ?® cresciuta sul muro di una casa. Non le chiedete l¬íet?†, non ?® educato, perch?© ?® molto anziana.
Sappiate soltanto una cosa: in una foto del 1868, quando via Roma si chiamava ancora Borgo Nuovo, anche la nostra amica si ?® messa in posa per lo scatto del fotografo!

 
Santa Maria dei Martiri

S.Maria dei Martiri

La costruzione della chiesa di S.Maria dei Martiri e dell’annesso convento francescano ebbe inizio nell’ultimo decennio del Cinquecento.
Lo spettacolare soffitto seicentesco a cassettoni lignei con raffigurati “Storie e Teologia del movimento francescano”, l’elegante dipinto murale staccato del XV secolo raffigurante la “Madonna del Latte” e l’organo Callido non sono che gli esempi pi?? elevati di questo scrigno d’arte a trecentosessanta gradi.
Dopo l¬íUnit?† d¬íItalia nel convento, divenuto con la chiesa stessa propriet?† comunale, venne trasferito l¬íospedale civile.
 

Archeologia industriale e dintorni

Ad est del centro storico, in Contrada S.Savino, ?® visibile l¬íex fornace Vitellozzi, forte testimonianza delle ¬ìorigini¬î di un mondo,  quello industriale, oggi molto cambiato sul piano tecnologico ed architettonico.
La fornace ci rimanda alle attivit?† artigianali ed agricole sparse per il territorio petritolese, le quali ancora oggi propongono prodotti di qualit?†, derivanti dal connubio tra tradizione ed innovazione.

 

L'antica fonte

L’antica fonte sita in contrada Papagnano fu ampliata all’inizio del Novecento con la realizzazione del lavatoio pubblico. Preziosa testimonianza di un mondo non tanto lontano in cui l’acqua era veramente un bene raro e prezioso, l’antica fonte e tutte le altre fonti sparse lungo il territorio (ad esempio Moregnano , “Porchiatt??”) furono per secoli luoghi di incontro e socializzazione ancora vivi nei ricordi dei petritolesi.

 
 Antica Stamperia Fabiani

L'Antica Stamperia Fabiani

http://www.anticastamperiafabiani.it/

Negli ultimi anni lo sviluppo della tecnologia e l’ingresso dell’informatica hanno profondamente cambiato la produzione del libro, a tal punto da permettere a ciascuno di noi di poterne stampare uno a casa propria. Ma prima, o meglio, fino a pochi anni fa’, come avveniva tutto ci???
La risposta a questa domanda la possiamo trovare solo visitando l’Antica Stamperia Fabiani, museo didattico in cui sono conservati macchinari d’epoca ancora funzionanti e molto altro ancora.
L¬íAntica Stamperia Fabiani offre anche laboratori didattici per le scuole.
 
Moregnano

Moregnano

(http://www.moregnano.it/)

Tappa obbligatoria lungo la visita del territorio petritolese, l’elegante e grazioso centro di Moregnano si svilupp?? anche esso lungo l’Alto Medioevo.
Situato ad appena due chilometri a nord di Petritoli, Moregnano, anche grazie alla bellezza di edifici di lusso quali Palazzo Trenta e la chiesa dei SS.Vittore e Corona, si colloca tra i borghi pi?? belli del circondario.
 
Dott.Pierluigi Vitellozzi